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Cucina

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Tradizioni culinarie

Pezzi della notra storia

 

È tempo di Pasqua. Tempo di Primavera. Gli Italiani si preparano a godersi le prime giornate di sole all’aperto. E il cibo non può mancare.

Perché la tradizione si racconta soprattutto attraverso quello che mangiamo, in particolare nel Bel Paese, dove i prodotti della terra e le loro trasformazioni hanno sempre alle spalle una storia secolare.

 

Oggi vogliamo portarvi alla scoperta di due tradizioni culinarie che ci rappresentano sotto diversi aspetti. E Pasqua ci sembra proprio l’occasione adatta per farlo.

 

Una è la tradizione campana che rappresenta le nostre origini. L’altra è quella appartenente alla terra umbra da cui ci siamo fatti adottare.

 

In Campania e in Umbria, come nel resto d’Italia, il periodo di Pasqua è dedicato alla famiglia, agli amici e...al cibo.

 

La cultura del cibo tiene in serbo antiche tradizioni familiari che ancora oggi riescono a essere tramandate di generazione in generazione. La preparazione dei piatti è un aspetto fondamentale che richiede dedizione, pazienza e attesa.

Le ricette di cui vi parliamo ne sono un esempio.

 

Da Napoli: il Tortano e la Pastiera

 

Il Tortano ha la forma di una ciambella, è salato e ripieno di formaggi, salumi e uova sode.

Sul web ne trovate tante di pagine con la sua storia e le indicazioni per prepararlo.

 

Io ho sempre mangiato quello preparato da mio nonno e per me non ce ne sono di equiparabili. Soprattutto perché è legato ai miei ricordi del tempo trascorso con lui a impastare, tagliare a cubetti gli ingredienti, aspettare la lievitazione e vederlo prendere forma nel forno. Il sabato prima di Pasqua era dedicato al Tortano che finalmente potevamo mangiare caldo appena uscito dal forno, la sera tutti insieme in famiglia.


 

La Pastiera è la regina dei dolci napoletani, che non può mancare a Pasqua sulle tavole dei napoletani. E anche per la sua ricetta l’ingrediente fondamentale è la pazienza.

 

Oggi mia mamma la prepara seguendo la ricetta tramandatale da mia nonna, ed è inconfondibile per il suo aroma di acqua di fiori che si diffonde dentro e fuori casa. Deve essere pronta entro il giovedì così che i sapori della ricotta, del grano e del cedro possano riposare e amalgamarsi a dovere.


A rappresentare il Centro Italia la Torta Pasqualina e la Ciaramicola.

In Umbria abbiamo trovato tradizioni pasquali simili a quelle napoletane, con le loro radici simbolico-religiose e alla base lo stesso concetto di dedizione.

 

La Torta Pasqualina è un pane condito dove prevale il sapore di formaggio e che prevede un certo rituale nella preparazione: una volta lievitata e cotta viene messe in mostra sulle tavole imbandite per la colazione della domenica di Pasqua e mangiata dopo le funzioni religiose insieme ai salumi umbri e al vinsanto.

 

Oggi ne fanno anche una versione dolce e la ricetta presenta delle varianti di regione in regione. Alcune di queste ricette sono state trovate in antichi quaderni di cucina o raccontate da persone anziane e raccolte nel volume La Torta di Pasqua in Umbria, tra ricette inaspettate, antichi mulini e vecchi forni.

Scarica qui il volume completo in pdf


 

Diversa dalla Pastiera ma caratteristica nella sua unicità, la Ciaramicola è la torta tipica umbra che si mangia a Pasqua. A forma di ciambella, di colore rosso (per l’alchermes tra gli ingredienti principali), coperta di glassa bianca e confettini colorati.

Rappresenta, per i colori rosso e bianco, i cinque rioni di Perugia. Ve la faremo sicuramente assaggiare durante la nostra colazione a Le Terre di Isa.

 

E per voi? Qual è la ricetta tradizionale di Pasqua che può raccontare un po’ della vostra storia?