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Vi raccontiamo il nostro primo esperimento di orto...

 

Vi siamo mancati? 

Siamo stati assenti sul blog ma super impegnati in azienda. Siamo ormai nel pieno della stagione estiva e il lavoro agricolo così come quello ricettivo richiede tutte le nostre energie.

 

Vogliamo dedicarvi, però, un momento per condividere con voi il risultato di un progetto sperimentale del nostro primo orto, nato dal lavoro di questi mesi.

 

 

Ci siamo ispirati ai principi dell’agricoltura sinergica e, in particolare, alla filosofia di Emilia Hazelip che, a sua volta, fa riferimento al lavoro del giapponese Fukuoka (qui potete saperne di più se siete curiosi di saperne di più).

 

Sul web e sui libri avrete modo di leggere a sufficienza di questa teoria. Noi vogliamo descrivervi la nostra esperienza raccontadovi come è nato e come sta crescendo il nostro orto sinergico.

 

Essendo tardato l’arrivo della primavera, abbiamo aspettato la fine delle piogge di maggio per impiantare il nuovo orto.

 

Ce lo siamo prima di tutto immaginato su carta, scegliendo la location - a sud-est, su una parte di terreno mai coltivata prima: abbiamo poi disegnato 5 bancali disposti a forma di spirale che avrebbero ospitato ortaggi e piante da sistemare secondo le regole delle consociazioni (in questo sito ne trovate una descrizione dettagliata, anche in pdf da scaricare).

 

Attenendoci a una delle regole di base dell’agricoltura sinergica, non abbiamo attuato nessuna lavorazione del suolo, poiché “la terra si lavora da sola attraverso la penetrazione delle radici e l’attività di microrganismi, insetti, lombrichi e altri piccoli animali” e di conseguenza abbiamo soltanto scavato in loco il terreno con una vanga per creare i cosiddetti bancali, ovvero aiuole rialzate.

 

 

Abbiamo poi installato l’impianto di irrigazione a goccia e proceduto alla pacciamatura, distribuendo sul terreno dei bancali la paglia, un’operazione, questa, molto utile per proteggere il suolo dal gelo e dal compattamento e dilavamento operato dagli agenti atmosferici oltre che per ridurre la perdita di umidità, facilitare la colonizzazione della microfauna e dei microrganismi utili al terreno e per prevenire la crescita delle erbe infestanti e la diffusione degli agenti patogeni.

 

Infine abbiamo trapiantato pomodori, leguminose, zucchine, melanzane, peperoncini verdi, aglio, cipolla, menta, basilico. Tutte le piante sono state disposte seguendo un’altra delle regole di base per la sinergia ottimale: “devono esser presenti almeno tre differenti specie di piante, comprendenti minimo una varietà di leguminose (fagioli, fave, piselli, ceci ecc.), che fissano l’azoto atmosferico al suolo, e una di liliacee (aglio, cipolla, porro ecc.), ottime in funzione antibatterica, da posizionare nelle fasce perimetrali dei bancali e una specie aromatica, per combattere i parassiti.

 

La meraviglia di un orto sinergico è che non ha bisogno di pesticidi o insetticidi, perché la convivenza delle piante garantisce la loro sopravvivenza reciproca e quella del suolo.

È lo spettacolo della natura che è in grado di materializzarsi davanti agli occhi quotidianamente e che ci riconosce di essere intervenuti nel modo più giusto senza danneggiarla.

 

 

   

 

Il nostro orto è in continua sperimentazione. Lo stiamo migliorando e ne stiamo studiando i risultati, che fino ad oggi sono più che sufficienti.

 

Questa è la nostra prima esperienza in assoluto di coltivazione. Abbiamo voluto imbatterci in essa per poter arricchire la nostra attività agricola, ma soprattutto per portare avanti la nostra nuova idea di vita, più sana e rispettosa del posto in cui viviamo.

Un ringraziamento speciale va a Cristian e Claudio che hanno messo a disposizione le braccia...e la pazienza!

 

 

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